Il limite dissonante – edificio universitario con auditorium

Progettazione architettonica della sede universitaria del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo.

La travagliata scelta del tema è stata frutto di un attento esame della Legge n. 508/99 [1] e la convenzione tra l’Università degli Studi di Palermo e il Conservatorio “Vincenzo Bellini” (2005) ha determinato la possibilità progettuale di un edificio che fosse istituzionalmente a metà strada tra Conservatorio e Università [2].

Inoltre le condizioni d’insegnamento e d’apprendimento della disciplina musicale al Conservatorio “Vincenzo Bellini” (inadeguatezza totale degli ambienti dal punto di vista spaziale, dimensionale, acustico) rendono indispensabile un immediato intervento.

Il luogo si trova sul limite sud del Campus Universitario palermitano, adiacente al Parco della Fossa della Garofala (secondo polmone verde della città) e con gli impianti sportivi universitari: è dunque il completamento del limite sud della cittadella universitaria.

[1] Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati.

[2] La legge 21 dicembre 1999, n. 508 (G.U. n. 2 del 4.1.2000), infatti, sancisce:

  1. i) facoltà di costituire, sulla base della contiguità territoriale, nonché della complementarietà e integrazione dell’offerta formativa, Politecnici delle arti, nei quali possono confluire le istituzioni di cui all’articolo 1 nonché strutture delle università. Ai Politecnici delle arti si applicano le disposizioni del presente articolo; [le istituzioni di cui all’articolo 1 sono le Accademie di Belle Arti, l’Accademia Nazionale di Danza, l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, gli Istituti superiori per le Industrie Artistiche, i Conservatori di Musica e gli Istituti Musicali pareggiati]

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Il progetto

“L’architettura è musica pietrificata” (F.W. Schelling)[1] ESPERIMENTO: Il progetto sperimenta nuovi modi di "pietrificare" la musica: gli edifici sono posti tra loro secondo giaciture "dissontanti", schemi inediti di "seconda" e "settima" (intervalli musicali dissonanti, equivalenti agli 8/9 e 8/15 di angoli notevoli). Gli edifici sono commisurati secondo intervalli di consonanza imperfetta (sesta e terza) e perfetta (ottava, quinta e quarta). Il principio insediativo gregottiano (dei Dipartimenti scientifici), dunque, si distorce per dissolversi in quello naturale, delle "dissonanze naturali" dell'adiacente parco della fossa della Garofala. Gli edifici inoltre sono dei parallelepipedi perfetti che "dissonano" incastonandosi come cristalli direttamente nel terreno irregolare, come alcuni ambienti, costruiti lungo la fossa, del periodo punico e romano. Infine l'edificio-lama (il più alto), verde per le lastre in rame ossidato, ha il prospetto (che da sul parco) disegnato su uno spartito di musica dissonante; tale partitura sonora fa da contrappeso al silenzio del fronte cieco sulla piazza interna. OBIETTIVI: 1. ristabilire la vocazione della piazza gregottiana, teatro dell’interazione sociale. 2. delimitare la cittadella universitaria e le sue relazioni con la fossa della Garofala e il paesaggio intero. 3. definire il carattere dello spazio, tutt’ora informe, compreso tra la Facoltà di Scienze della Formazione, la Casina Rosa e i Dipartimenti scientifici. SOLUZIONI: 1. Un “edificio-lama”, armonizzandosi in pieno soprattutto con i muri dei Dipartimenti scientifici, permette una congruente conclusione della piazza gregottiana, che in tal modo recupera il carattere di piazza interna. 2. Non volendo rinunciare al notevole valore paesaggistico del sito e declinando i grandi portali trilitici dei Dipartimenti scientifici, si è studiata una bucatura della lama: lo spettatore nell’attraversare la piazza vede aprirsi alla sua destra lo scenario del parco, della città, dei monti, del cielo; questa bucatura è anche il trait d’union tra la lama e i due corpi dell’auditorium e della scuola. 3. Lo spazio informe assume adesso l’aspetto di una piazza propedeutica a quella gregottiana, assorbendone il carattere attuale di passaggio (foto 2), e alla piazza panoramica (foto 4), stretta tra auditorium e la Facoltà di Scienze della Formazione, progettata con affaccio sulla fossa. [1] Dall’opera di Friedrich Wilhelm Schelling Vorlesungen über Philosophie und Kuns

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  • Client:Università degli Studi di Palermo, Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" di Palermo
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