Il colore Pantone dell’anno: classic blue. Perché usarlo a casa tua

La grande azienda di colori Pantone ogni anno sceglie un colore che in qualche modo rappresenti l’anno. Ecco il colore che influenzerà design, arredo, casa, grafica e moda.

Quest’anno Pantone dice: siamo in un mondo in cui servono sicurezze, fiducia…dunque usiamo un colore che possa infondere queste sensazioni, un colore elegante e che esiste da sempre…un classico!
Ed ecco che il web si colora di blu!

Aldilà del fatto che a me è sempre piaciuto e mi ha sempre caratterizzato, di certo è un colore mai tramontato, d’altronde come tutti i classici.
E il classico, si sa, va su tutto.

Prepariamoci a vedere sempre più quest’anno immagini di design o case tinte di blu classico, perché quest’anno, contrariamente agli altri anni, la strategia di marketing (brand awareness) di Pantone troverà sicuramente ampio seguito, fino nelle nostre case.

Perché?

Letto Hug di Noctis presentato nella versione matrimoniale. Il bordino di finitura verticale a contrasto del pannello testata è realizzato in abbinamento al colore dei piedi.


Perché ciò che dice Pantone è vero: siamo in un momento storico in cui abbiamo bisogno di fiducia e sicurezze.

Direte: quando è che non abbiamo avuto, nel corso della storia, bisogno di sicurezze e fiducia?

L’elegante sedia Lilly di Calligaris lega la fiducia del classic blue alla sicurezza del velluto

Beh… in effetti…
Però la cosa certa è che nella mia breve vita, posso dire che questo è il momento in cui il mondo sembra avere più bisogno di fiducia e sicurezze. Il mondo cambia a velocità ormai esponenziali a causa della tecnologia, lo sappiamo. E noi non possiamo fare altro che seguirlo, perché se rimaniamo indietro, ci isoliamo…e noi, lo sappiamo, siamo fatti di relazioni.

Quando finirà questa corsa impazzita?

Curata in ogni minimo particolare, la sedia Tina di Archivolto per Cattelan Italia, continua ad unire la fiducia infusa dal classic blue alla sicurezza dei riflessi del velluto


Beh… secondo me quando qualcuno (di grosso) avrà il grosso coraggio di cambiare le cose frenando e non correndo
Spero avverrà, prima o poi… anzi meglio prima… prima che avvenga l’altra ipotesi possibile: una catastrofe mondiale come lo sono state le guerre mondiali, un tracollo, un’implosione dell’umanità su se stessa, in cui si renda conto che, correndo verso la famigerata evoluzione, non fa altro che allontanarsi da se stessa.

C’è anche una terza possibilità: che l’uomo impari a usarla tutta questa “evoluzione velocista” a cui assistiamo.
E’ il caso prospettato da artisti come Matt Bellamy dei Muse, da sempre molto impegnato nel gridare contro l’allontanamento dell’umanità da se stessa. Nel suo ultimo disco (insieme ai suoi colleghi) propone una visione più ottimistica della rivoluzione a cui assistiamo: “Ogni tecnologia ha un estremo negativo e uno positivo, in questo album cerco di concentrami sul secondo”

Ed io, in questo articolo, cerco di fare lo stesso.

Be positive! Be blue!

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